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Chronic Wasting Disease nei cervidi: primo caso in Europa

Chronic Wasting Disease nei cervidi, primo caso in Europa

Pubblicato il: 6 giugno 2016 Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2016

Nello scorso aprile è stata osservata per la prima volta in Europa, in Norvegia, la Chronic Wasting disease (CWD), un’encefalopatia spongiforme trasmissibile causata da prioni che colpisce i cervidi.

Chronic Wasting Disease alce americana

Nello scorso aprile è stata osservata per la prima volta in Europa, in Norvegia, la Chronic Wasting disease (CWD), un’encefalopatia spongiforme trasmissibile causata da prioni che colpisce i cervidi. Questa patologia era fino a oggi ritenuta presente solo in Nord America, dove è nota dalla seconda metà del secolo scorso.

Questa patologia era fino a oggi ritenuta presente solo in Nord America, dove è nota dalla seconda metà del secolo scorso. La malattia è stata riscontrata in una renna (Rangifer tarandus), specie nella quale la CWD non era mai stata osservata in precedenza, neppure nelle aree endemiche nordamericane.

Questo caso ha fatto sorgere molti interrogativi nella comunità scientifica in merito a:

  • origine dell’infezione: deriva dall’importazione, dall’insorgenza spontanea di un nuovo prione o da un salto di specie?
  • significato epidemiologico: si tratta di un episodio sporadico o del primo segnale di una presenza già diffusa e mai rilevata in passato?

Il riscontro di un secondo caso di encefalopatia da prioni, questa volta in un alce (Alces alces), ancora in Norvegia ma in un’altra area geografica rispetto al primo, tende a far escludere l’ipotesi di un episodio isolato.

Oltre al possibile impatto economico, la comparsa della CWD in Europa potrebbe avere implicazioni di tipo sociale. Sebbene infatti nessun caso di encefalopatia da prioni nell’uomo sia stato finora mai associato con CWD, le conoscenze ancora insufficienti e la percezione del rischio da parte dell’opinione pubblica potrebbero condizionare pesantemente le attività di conservazione e gestione delle popolazioni recettive e le possibilità di controllo della malattia.

I ricercatori del Nord Europa, in collaborazione con gli esperti nordamericani, stanno quindi studiando il problema per cercare di approfondirne la portata e le possibili conseguenze.

Che cos’è la Chronic Wasting disease?

Diffusione della Chronic Wasting Disease in Nord America

Diffusione della CWD in Nord America. La malattia è oggi presente in più di 20 stati degli USA e in due province del Canada. Fonte: Chronic Wasting Disease Alliance / cwd-info.org

La Chronic Wasting disease è un’encefalopatia spongiforme trasmissibile causata da prioni che colpisce i cervidi. In particolare, nelle aree endemiche colpisce il cervo mulo (Odocoileus hemionus), il cervo codabianca (Odocoileus virginianus), il cervo wapiti (Cervus elaphus canadensis) e l’alce (Alces alces).

La sua origine non è ancora chiarita: non è noto infatti se essa sia derivata da un salto di specie dell’encefalopatia spongiforme ovina (la scrapie) in seguito a condivisione dei pascoli tra ovini e cervidi, o se sia piuttosto insorta spontaneamente nei cervidi, selvatici o allevati.

In quali zone è diffusa?

Nelle popolazioni selvatiche l’area endemica era originariamente situata in un’area suddivisa tra Wyoming, Colorado e Nebraska, mentre oggi la malattia è presente in più di 20 stati degli USA e in due province del Canada.

La patologia è diffusa anche tra i cervidi di allevamento, ed è probabile che diversi focolai di nuova origine nelle popolazioni selvatiche siano stati causati da spillover da soggetti in cattività. In altri casi l’infezione potrebbe essere stata trasmessa agli animali allevati da parte di soggetti selvatici.

Gli unici casi fino a oggi noti al di fuori del territorio nordamericano, in Corea del Sud alla fine degli anni ‘90, erano invece stati osservati in cervidi in cattività, a seguito dell’importazione di uno stock di animali a scopo di allevamento.

Come si sviluppa il contagio?

Nelle specie recettive il contagio avviene per contatto diretto tra animali o indirettamente attraverso la contaminazione dell’ambiente da parte dell’agente infettante, che è estremamente resistente.

Chronic Wasting Disease nei cervidi: sintomi

I sintomi tipici della CWD sono il dimagramento fino alla cachessia, l’ipersalivazione, l’incoordinazione motoria, fino all’esito invariabilmente fatale. Fonte immagine: Wisconsin Department of Natural Resources / Chronic Wasting Disease Alliance

Durante il lungo periodo di incubazione (circa 17 mesi) la proteina prionica infettante può essere escreta con la saliva, le urine e le feci.

La successiva fase clinica, che può durare da poche settimane fino a quattro mesi, si manifesta dapprima con lievi cambiamenti del comportamento, visibili in condizioni di cattività ma difficili da notare in soggetti a vita libera, per progredire in seguito con sintomi più evidenti. Sono sintomi tipici il dimagramento fino alla cachessia, l’ipersalivazione, l’incoordinazione motoria, fino all’esito invariabilmente fatale.

Molti aspetti dell’epidemiologia e della patogenesi di questa malattia sono ancora poco conosciuti. Nei cervidi la CWD è particolarmente contagiosa e può costituire un grave problema per la loro conservazione o il loro l’allevamento.

Infatti non esiste cura e l’eradicazione nelle aree endemiche è molto difficoltosa, se non impossibile, a causa delle caratteristiche dell’agente eziologico e delle conoscenze ancora insufficienti sulla sua ecologia ed epidemiologia.

Le caratteristiche della malattia inoltre rendono molto difficile la sua identificazione precoce in caso di introduzione in popolazioni selvatiche, favorendone in questo modo l’endemizzazione.

Quali conseguenze può comportare la diffusione della CWD?

Renne in allevamento

La presenza di CWD implica notevoli costi legati all’attuazione di piani di sorveglianza ed eradicazione. È necessario approfondire le conoscenze su questa patologia per valutare attentamente le reali opzioni per gestirla.

L’impatto che la CWD può avere nelle popolazioni a vita libera in termini di conservazione non è ancora chiarito, ma alcuni modelli teorici ipotizzano che questa malattia potrebbe causare seri danni riducendo in modo significativo la sopravvivenza degli adulti e destabilizzando la dinamica di popolazione.

È invece molto evidente il suo grave impatto economico. La presenza di CWD implica infatti notevoli costi legati all’attuazione di piani di sorveglianza ed eradicazione, che comportano:

  • l’esecuzione e sviluppo di accertamenti diagnostici;
  • misure di restrizione nella gestione dei cervidi selvatici e dello sfruttamento venatorio;
  • blocchi delle movimentazioni degli animali allevati e restrizioni sul trasporto e il commercio dei prodotti derivati;
  • indennizzi agli allevatori.

Anche per questo la comparsa della CWD in Europa potrebbe avere implicazioni di tipo sociale non trascurabili. È necessario quindi studiare approfonditamente il problema per individuare meglio la sua portata, le possibili conseguenze e le reali opzioni di gestione della malattia, come stanno facendo i ricercatori del Nord Europa e americani.

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