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Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Nascita dei Centri di referenza nazionali

Il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali ha recentemente istituito tre nuovi Centri di referenza nazionale (CRN). Uno di questi, il CRN per gli interventi assistiti dagli animali, pet therapy, è stato assegnato al nostro Istituto, portando a sette i Centri istituiti presso l'IZSVe. 
E' noto che i CRN sono strumenti operativi voluti dal Ministero per migliorare le funzioni e l’organizzazione del sistema sanitario, però forse non tutti sanno perché e quando sono nati.

di Gaddo Vicenzoni

laboratorio-ricerca-salmoneLa storia inizia nei primi mesi del 1967. In quell’anno, l’Italia fu interessata da una grave epidemia di peste suina africana. Bruno Ubertini (1901-1973), allora direttore dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia Romagna, affermava: “…Il 18 marzo 1967 un funzionario dell’ISS espose dei dubbi su certi quadri anatomici che aveva rilevato in maiali morti. …La diagnosi ufficiale venne sottoscritta dalla commissione il 3 aprile. …Il giorno 6 aprile appariva la notizia sul bollettino dell’Office International des Epizooties e immediatamente uno dopo l’altro i vari governi d’Europa e d’America non accettavano le esportazioni di prodotti italiani derivati dal suino” (Sel. Vet. VIII, 4, 1967).
Come si può notare vi fu un grave ritardo dal momento del primo sospetto alla diagnosi ufficiale e probabilmente l’infezione circolava negli allevamenti già prima del sospetto. Fatto sta che si diffuse in modo rapidissimo in tutte le regioni del Paese, mettendo a rischio l’intero comparto suinicolo, soprattutto nelle aree a più alta vocazione, come quelle dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

In quegli anni era direttore generale dei Servizi veterinari un giovane mantovano, energico e risoluto, che fu protagonista dello sviluppo della sanità pubblica in Italia, il prof. Luigino Bellani (1926-1998). Egli, con estrema lucidità, individuò subito quali erano le criticità del sistema sanitario italiano di quel tempo.
Per maggiore chiarezza bisogna ricordare che in quegli anni il servizio veterinario pubblico dipendeva funzionalmente dal ministero della Sanità e gli Istituti Zooprofilattici erano dei consorzi interprovinciali e avevano una organizzazione di tipo privatistico. Le criticità del sistema individuate da Bellani erano di tipo formativo e organizzativo e le soluzioni proposte furono: l’istituzione di laboratori di riferimento, necessari per una diagnosi precisa e veloce; l’aggiornamento dei veterinari riguardo le malattie esotiche in modo da garantire la rapida individuazione di un focolaio e la creazione di una rete di laboratori pubblici che rispondessero del loro operato direttamente al Ministero.
Pertanto, operò affinché il parlamento approvasse le leggi necessarie per risolvere queste tre criticità. Le prime due vennero affrontate con l’emanazione della legge n. 34/68, recante norme per la profilassi delle malattie esotiche. L’articolo 6 di questa legge recita: “…Il Ministero della Sanità può altresì concedere contributi … agli Istituti Universitari Veterinari e agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali per il funzionamento di laboratori specializzati per le ricerche scientifiche e la diagnosi relativamente alle predette malattie”. Con questa lLegge vengono istituiti i CRN per la diagnosi di malattie di grande impatto sanitario. Gli articoli 6 e 7 riguardano l’aspetto formativo dei veterinari e sanciscono, con qualche decennio di anticipo, l’importante funzione dell’aggiornamento in medicina, ECM. La terza criticità, relativa alla mancanza di una rete nazionale di laboratori pubblici che facessero riferimento al ministero della Sanità, fu risolta dall’emanazione della legge n. 503/70, che trasformò gli IZS in enti sanitari di diritto pubblico, sotto il controllo del ministero della Sanità. Questa legge rappresenta per gli Istituti uno spartiacque tra una gestione privatista e una prettamente pubblica.

Ma torniamo ai Centri di referenza. All’articolo 6 della legge n. 34/68 si può notare che il Ministero poteva attribuire tali le funzioni anche a Istituti universitari. Un esempio è rappresentato dal CRN per lo studio e l'accertamento delle malattie delle specie avicunicole, per i virus aviari, istituito con dm 20.05.91, presso il centro sperimentale avicunicolo in convenzione con la facoltà di Medicina veterinaria di Napoli. Successivamente, con dm 04.10.99, il Ministero cambiò orientamento e decise che i CRN dovessero trovare sede esclusivamente presso gli IZS e con il medesimo decreto istituì il nuovo CRN per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle, attribuendolo al nostro Istituto. Probabilmente non è un caso che l’emanazione del dm 04.10.99, che riconosce solo gli IZS come centri di referenza, coincida con la prima grave epidemia di influenza aviaria a bassa patogenicità che interessò gli allevamenti industriali del nord Italia. Sicuramente in quel momento il Ministero intuì che aveva bisogno di centri in grado di garantire competenza ed elevati standard di efficacia, cosa che gli Istituti universitari non erano in grado di fornire.

Dal 1968 a oggi sono stati registrati grandi progressi scientifici e tecnologici. Le diagnosi che prima erano esclusive di pochi centri di eccellenza ora possono essere fatte con la massima accuratezza in molti laboratori. Nonostante ciò, rimane invariata l’importanza dei CRN quali punti di ricerca e approfondimento sulle malattie, di coordinamento dei laboratori su tutto il territorio nazionale e per la predisposizione di piani di intervento in caso di emergenze.
In questi anni, oltre ai progressi scientifici e tecnologici, si è potuto osservare anche un cambiamento della società che ha portato alla nascita di nuovi bisogni. Per esempio, negli ultimi anni l’opinione pubblica ha dimostrato interesse e ha riposto grandi speranze nei confronti della pet therapy. In considerazione del fatto che al momento non vi sono validi strumenti metodologici e linee guida nazionali, il Ministero ha voluto istituire su questa attività un CRN. Tuttavia dobbiamo rilevare che la funzione di un CRN per la pet therapy è molto diversa rispetto a quella classica attribuita a un laboratorio di analisi. Obiettivo del Centro è promuovere la ricerca per la standardizzazione di protocolli operativi, per il controllo sanitario e comportamentale degli animali impiegati e per migliorare la conoscenze circa l'applicabilità di tali interventi in determinate categorie di pazienti.
Ciò può essere raggiunto, come cita il decreto istitutivo, solo con la collaborazione fra medicina umana e veterinaria per individuare sinergie operative e di ricerca in grado di garantire un miglioramento dei risultati delle attività svolte nel settore di interesse.
Tuttavia dobbiamo rilevare che questa funzione sinergica di collaborazione è ormai necessaria in molti settori della medicina: nel campo delle zoonosi, nell’oncologia, nella farmacoresistenza, nella valutazione dell’impatto sanitario di nuove tecnologie in ambito biomedico e alimentare.

Oggi i Centri di referenza hanno una grande responsabilità a livello nazionale e per alcuni di questi anche a livello internazionale. Bisogna dare merito a chi nel 1968 ebbe l’intuizione della loro creazione e a chi negli anni li ha fatti crescere e affermare.

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