Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
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Febbre Q

Febbre Q

La Febbre Q, zoonosi ubiquitariamente diffusa e descritta per la prima volta nel 1935 in Australia, è causata da un batterio Gram-negativo denominato Coxiella burnetii. Esso appartiene alla famiglia delle Coxiellaceae, è intracellulare obbligato, immobile e replica nei monociti e macrofagi dell’ospite, mostrando nel suo ciclo 2 forme antigeniche (fase I e fase II).

C. burnetii ha un ampio spettro d’ospite, inclusi animali da reddito, da compagnia, animali selvatici e zecche. Tuttavia i ruminanti domestici rappresentano la principale sorgente d’infezione da C. burnetii associata a focolai umani; nell’uomo, infatti, questo batterio è responsabile di manifestazioni cliniche acute (tipo stati febbrili, polmoniti e epatiti) e croniche (ad es.: endocarditi). In genere nei ruminanti l’infezione è asintomatica, tranne nei casi di presenza di aborti e natimortalità, che rappresentano la principale via di trasmissione all’uomo a causa di aerosol di materiali contaminati (placente, lettiere sporche, lana, ecc.). Tra gli animali, anche le zecche infette possono svolgere un ruolo di mantenimento dell’infezione nell’ambiente, a livello di vertebrati selvatici.

La Febbre Q può essere controllata soltanto con l’impiego di un vaccino di fase I, protettivo per gli animali non infetti, riducendo così la contaminazione ambientale. La diagnosi può essere diretta tramite PCR o indiretta tramite saggi sierologici, come test ELISA che rilevano la presenza di anticorpi con alti titoli.

Attività IZSVe

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie negli anni ha cercato di rispondere sempre più alle necessità diagnostiche nei confronti della Febbre Q con diverse metodiche per la diagnosi diretta (ricerca eziologica) e indiretta (test sierologici).

Ricerca eziologica

La ricerca eziologica di Coxiella b. è condotta mediante Real-time PCR su placenta, tamponi vaginali, latte crudo, feci e organi da feti abortiti. É eseguita di routine presso la SCT3 – Padova e Adria – Diagnostica in sanità animale e nelle Sezioni territoriali di Verona e Bolzano.

Test sierologici

La ricerca degli anticorpi nel siero degli animali sospetti d’infezione da Coxiella b., in accordo con il Manuale OIE, è effettuata in genere mediante 3 diverse metodiche: l’immunofluorescenza indiretta (IFA); l’ELISA; la fissazione del complemento (FdC). Nonostante i saggi ELISA siano in genere preferibili per ragioni pratiche (rapidità di analisi, oggettività nella lettura, maggiore sensibilità rispetto alla fissazione del complemento e possibilità di screening su larga scala e automazione della prova), i saggi di fissazione del complemento rappresentano un utile strumento diagnostico nel caso in cui la specie indagata sia diversa dal ruminante per il quale il saggio ELISA è validato oppure nel caso si voglia provare a datare l’infezione. Infatti anticorpi evidenziati in FdC possono essere indicatori d’infezione recente. Inoltre le attività di ricerca svolte presso il nostro ente hanno potuto evidenziare nei bovini una buona correlazione tra i dati ottenuti in saggi ELISA rispetto agli esiti ottenuti mediante FdC.

  • Il saggio ELISA è eseguito in molti dei laboratori di sierologia delle varie Sezioni territoriali dell’IZSVe.
  • Tutte le metodiche sierologiche (IFA, ELISA, FdC) sono eseguite presso la sede di Legnaro (Padova) della SCT3 . Sono utilizzati saggi diagnostici differenziali in forma sperimentale in medicina veterinaria (ELISA e test di immunofluorescenza indiretta di fase I e fase II). Nell’uomo sono impiegati di routine IFA di fase I e fase II e FdC per la diagnosi sierologica. Questi test sono molto utili per conferme e approfondimenti anche in medicina veterinaria perché capaci di differenziare infezioni acute da quelle croniche evidenziando anticorpi verso la fase II (tipici dell’infezione acuta) o verso la fase I e II (caratteristici della fase cronica).
  • Presso il Laboratorio di virologia diagnostica della stessa SCT3 i campioni positivi in PCR sono caratterizzati dal punto di visto molecolare grazie ad una metodica di recente adozione che è costituita da Multi Locus VNTR Assay (MLVA). Questa metodica consente di paragonare e confrontare tra loro i genomi dei batteri trovati nei campioni esaminati, permettendo di tracciare i focolai, ricondurli a potenziali progenitori comuni, condurre studi di epidemiologia molecolare.

Referenti IZSVe

Pubblicazioni

  • Lucchese L., Capello K., Barberio A., Ceglie L., Guerrini E., Zuliani F., Mion M., Stegeman A., Rampazzo E., Marangon S., Natale A. (2015) Performance assessment of serological tests for Q fever in dairy cattle and goats using a bayesian approach. In: ESCCAR – International congress on Rickettsia and other intracellular bacteria – Abstract book. Lausanne, Switzerland, 13-16 June 2015 (poster)
  • Barberio A., Natale A., Ceglie L., Guerrini E., Zuliani F., Lucchese L., Capello K., Moroni P. (2015) Patterns of Coxiella burnetii shedding in cows and goats milk. In: National Mastitis Council 54th Annual meeting – NMC Annual Meeting Proceedings (2015). Memphis, Tennessee, USA, 1-3 February, 2015, 187-188. (poster)
  • Lucchese L, Capello K, Barberio A, Zuliani F, Stegeman A, Ceglie L, Guerrini E, Marangon S, Natale A. IFAT and ELISA phase I/phase II as tools for the identification of Q fever chronic milk shedders in cattle. Vet Microbiol. 2015 Aug 31;179(1-2):102-8. doi: 10.1016/j.vetmic.2015.02.010. Epub 2015 Feb 24. PMID: 25769644
  • Ceglie L., Guerrini E., Rampazzo E., Barberio A., Tilburg JJ., Hagen F., Lucchese L., Zuliani F., Marangon S., Natale A. Molecular characterization by MLVA of Coxiella burnetii strains infecting dairy cows and goats of north-eastern Italy. Microbes Infect. 2015 Nov-Dec;17(11-12):776-81. doi: 10.1016/j.micinf.2015.09.029. Epub 2015 Oct 23. PMID: 26526416
  • Lucchese L., Capello K., Barberio A., Zuliani F., Marchione S., Natale A. (2014) IFAT and ELISA phase I/phase II as tools for the identification of Q fever chronic shedders in cattle.In: VETPATH 2014 – The 3th Prato Conference on “The Pathogenesis of Bacterial Diseases of Animals”. Prato, Italy, 7th-10th October 2014, 11.
  • Natale A., Bucci G., Capello K., Barberio A., Tavella A., Nardelli S., Marangon S., Ceglie L. (2012) Old and new diagnostic approaches for Q fever diagnosis: correlation among serological (CFT, ELISA) and molecular analyses. Immunol.Microbiol.Infect.Dis. 35(4):375-379.
  • Barberio A., Badan M., Ceglie L., Capello K., Comin A., Natale A. (2012)Serological response to Coxiella burnetii infection in dairy cows shedding the bacteria in milk. In: Proceedings of the 27th World Buiatrics Congress. Lisbon, Portugal, 3-8 June 2012, 38.
  • Natale A., Barberio A., Ceglie L. (2011) Recenti acquisizioni sulla Febbre Q– Simposio Febbre Q, Padova. Rivista di Zootecnia e Veterinaria ;44(1):31-44
  • Natale A., Busani L., Comin A., S. De Rui, L. Buffon, S. Nardelli, S. Marangon, L. Ceglie (2009) First report of bovine Q-fever in north-eastern Italy: preliminary results. Clinical Microbiology and Infection April 30.
  • Natale A., Busani L., Comin A., De Rui S., Buffon L., Nardelli S., Marangon S., Ceglie L. (2008) Febbre Q: descrizione di un focolaio in un allevamento bovino in provincia di Treviso. Journal of the Italian Association for Buiatrics, vol. 3, 1. ISSN 1828-4078, pp.3-8.

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