Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Ente sanitario di prevenzione, ricerca e servizi per la salute animale e la sicurezza alimentare
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+39 049 8084211

Presentazione

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) è un ente sanitario di diritto pubblico che svolge attività di prevenzione, ricerca e servizi negli ambiti della salute animale e la sicurezza alimentare.

È un organizzazione istituita da leggi nazionali e regionali come strumento tecnico-scientifico nell’ambito della medicina veterinaria e della sicurezza alimentare, e svolge attività rivolte a diversi utenti: il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome, le Aziende Sanitarie Locali, i veterinari liberi professionisti, gli operatori del settore zootecnico, le aziende alimentari, i cittadini.

L’IZSVe è competente per la Regione del Veneto, la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano. Fa parte di una rete di 10 Istituti Zooprofilattici Sperimentali con funzioni simili e diverse aree di competenza distribuiti su tutto il territorio italiano. La sede centrale si trova a Legnaro, in provincia di Padova. L’ente ha inoltre 10 laboratori territoriali distribuiti in tutte le province del territorio di competenza.

Collabora inoltre con i principali organismi nazionali e internazionali che si occupano di sanità animale e sicurezza alimentare. Svolge il ruolo di centro di referenza nazionale e internazionale su specifiche tematiche per il Ministero della Salute, l’Organizzazione mondiale per la sanità animale (OIE) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

Mission e statutoDove siamoStoriaOrganizzazioneRelazione tecnica

Mission e statuto

Gli obiettivi principali del mandato istituzionale dell’IZSVe sono:

  • garantire servizi diagnostici specializzati su animali;
  • effettuare controlli analitici sugli alimenti;
  • effettuare diagnosi per il controllo ufficiale di allevamenti e prodotti alimentari;
  • realizzare piani di sorveglianza epidemiologica, controllo ed eradicazione per prevenire la diffusione di malattie;
  • svolgere progetti di ricerca scientifica negli ambiti della medicina veterinaria e della sicurezza alimentare;
  • progettare attività di formazione per gli operatori del settore veterinario e alimentare;
  • realizzare attività di comunicazione scientifica, in particolare riguardo i rischi sanitari legati al contatto con gli animali e al consumo di alimenti;
  • promuovere il benessere animale all’interno del mondo produttivo, della ricerca scientifica biomedica e della società in generale.

Per raggiungere questi obiettivi all’interno dei laboratori dell’IZSVe lavorano medici veterinari, biologi, chimici, biotecnologi, tecnici di laboratorio, personale tecnico e amministrativo.

Il mandato istituzionale dell’IZSVe è pubblicato nello Statuto, adottato con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 16 del 3/8/2015 e approvato dalla Regione del Veneto, su conforme parere degli Enti cogerenti, con DGRV n. 1320 del 9/10/2015. Le attività svolte dall’IZSVe sono invece rendicontate ogni anno nella Relazione tecnica.

Statuto dell’IZSVe »

Dove siamo

La sede centrale dell’IZSVe si trova a Legnaro (Padova).

Si avvale inoltre di 11 sezioni diagnostiche periferiche nelle varie province del Triveneto (Adria, Belluno, Bolzano, Padova, Pordenone, San Donà di Piave, Trento, Treviso, Udine, Verona e Vicenza), che curano e gestiscono i contatti con le realtà territoriali.

IZSVe | Dove siamo

Sede centrale

    • Padova
      viale dell’Università, 10 – 35020 Legnaro (PD)
      Tel.: +39 049 8084211
      Fax: +39 049 8830178
      E-mail: comunicazione@izsvenezie.it

Trovi le indicazioni su come raggiungere la sede centrale nella pagina Contatti.

Sezioni territoriali – Veneto

      • Belluno
        Via Cappellari, 44/A – 32100 Belluno
        Tel. +39 0437 944746 | Fax +39 0437 942178
        E-mail: at2bl@izsvenezie.it
      • Rovigo
        Via L. Da Vinci, 39 – 45011 Adria (RO)
        Tel. +39 0426 21841 | Fax +39 0426 901411
        E-mail: at3ad@izsvenezie.it
      • Treviso
        Vicolo Mazzini 4 int 5/6 – 31020 Fontane di Villorba (TV)
        Tel. +39 0422 302302 | Fax +39 0422 421154
        E-mail: at2tv@izsvenezie.it

      • Venezia
        Via Calvecchia, 10 – 30027 San Donà di Piave (VE)
        Tel. +39 0421 41361 | Fax +39 0421 221453
        E-mail: at2sd@izsvenezie.it
      • Verona
        Via San Giacomo, 5 – 37135 Verona
        Tel. +39 045 500285 | Fax +39 045 582811
        E-mail: at1vr@izsvenezie.it
      • Vicenza
        V.le Fiume, 78 – 36100 Vicenza
        Tel. +39 0444 305457 | Fax +39 0444 506165
        E-mail: at1vi@izsvenezie.it

Sezioni territoriali – Friuli Venezia Giulia

      • Pordenone
        Via Bassa del Cuc, 4 – 33084 Cordenons (PN)
        Tel. +39 0434 41405 | Fax +39 0434 41201
        E-mail: at4pn@izsvenezie.it
      • Udine
        Via della Roggia, 100 – 33030 Basaldella di C. (UD)
        Tel. +39 0432 561529 | Fax +39 0432 562676
        E-mail: at4ud@izsvenezie.it

Sezioni territoriali – Trentino Alto Adige

      • Bolzano
        Via Laura Conti, 4 – 39100 Bolzano
        Tel. +39 0471 633062 | Fax +39 0471 633580
        E-mail: at6bz@izsvenezie.it
      • Trento
        Via Lavisotto, 129 – 38100 Trento
        Tel. +39 0461 822458 | Fax +39 0461 829065
        E-mail: sct5.trento@izsvenezie.it

Storia

Storia dell'IZSVeIl 15 giugno 1929 veniva inaugurato a Padova l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie su iniziativa delle province del Triveneto, che vollero istituire un centro a indirizzo scientifico-sperimentale di supporto alla zootecnia del territorio.

La storia dell’Istituto Zooprofilattico è un’avventura collettiva scritta da direttori, presidenti, personale sanitario, tecnico e amministrativo, che ha attraversato tutto il Novecento e i suoi luoghi: dagli anni difficili della guerra alla ripresa del dopoguerra, dal boom economico degli anni ’60 alla nascita delle attività di ricerca del decennio successivo, dall’avvio del libero mercato europeo alle nuove sfide imposte dalla globalizzazione del terzo millennio.

Ottant’anni dopo, la promozione della salute pubblica e della sanità animale rappresentano ancora i nostri valori portanti. Allo stesso tempo, se gli obiettivi della ricerca scientifica e della salute pubblica mondiale oggi sono alla nostra portata, è solo grazie al lavoro di una grande squadra che, giorno dopo giorno, con impegno e passione straordinari, sta costruendo un futuro di innovazione, qualità, conoscenza e competenza scientifica in grado di fare la differenza a livello globale.

Una storia di persone, eventi, memoria, momenti, evoluzioni, spinte e assestamenti che attende ancora di essere scritta.

Gli inizi

1929

Il 15 giugno nasce la Stazione Sperimentale delle Tre Venezie, in via G. Orus alla periferia di Padova, per iniziativa delle Province di Belluno, Bolzano, Fiume, Padova, Pola, Rovigo, Trento, Treviso e Vicenza. In seguito aderiscono Verona nel 1929, Trieste e Venezia nel 1931, Udine nel 1932, Gorizia nel 1937, Ferrara nel 1950. Primo direttore è Plinio Carlo Bardelli. Fra le prime attività dell’Istituto vi sono la diagnostica delle malattie che colpiscono il bestiame, la ricerca sperimentale, la didattica e la divulgazione tecnico-scientifica, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del territorio.

1935

Con l’Aggregazione morale dell’Università di Padova vengono riconosciuti e confermati i rapporti di collaborazione con l’IZSVe in campo culturale e scientifico.

1941

Comincia la produzione del vaccino contro le epidemie di afta nelle popolazioni bovine. La produzione del vaccino proseguirà per cinquant’anni fino al 1991, data della sua sospensione, in seguito all’emanazione di normative comunitarie per il controllo della malattia. Partono le attività di batteriologia degli alimenti, che negli anni diventeranno centrali nell’ambito della sicurezza alimentare.

Evoluzioni

1950

Viene costituito il Centro Tori, struttura specificamente dedicata alla fecondazione artificiale per bovine, come mezzo di risanamento e profilassi della sterilità infettiva. Fra le prime aree specialistiche sviluppate nel dopoguerra si segnalano la patologia aviare, la virologia e la sierologia.

1958

Terminano i lavori di ampliamento nella sede centrale: sono allestiti i nuovi laboratori per la ricerca nel campo della virologia, per la coltivazione dei tessuti e la produzione dei vaccini.

1950-1967

Nascono le strutture diagnostiche periferiche: Udine (1950), Verona (1950), Belluno (1955), San Donà di Piave (1955), Vicenza (1956), Adria (1956), Treviso (1956), Bolzano (1957), Trento (1960), Pordenone (1967). Alla crescente attenzione da parte dell’IZSVe verso il territorio si affianca un nuovo interesse anche verso specie minori come conigli e fauna selvatica, e attività speciali fra cui apicoltura, rabbia silvestre, trattamenti illeciti nei bovini da carne.

1960

Nel contesto del generale progresso tecnologico e produttivo, l’Istituto conosce un periodo di grande innovazione tecnica e metodologica, soprattutto nei campi della ricerca virologica, della prevenzione e della cura delle malattie infettive in ambito zootecnico.

Verso l'Istituto di oggi

1970

La legge 503/70 di riordino degli Istituti Zooprofilattici segna il nuovo corso della storia degli Istituti, raccolti ora sotto la sanità pubblica nazionale. In questo periodo si assiste ad un forte sviluppo del sistema agroindustriale e a un parallelo aumento delle conoscenze scientifiche. L’IZSVe avvia un’intensa fase di riqualificazione delle proprie attività con i laboratori di chimica, di batteriologia e di virologia.

1980

Grazie al consolidamento dei laboratori, l’attività di ricerca comincia ad affermarsi in modo significativo.

1990

La Regione del Veneto istituisce presso l’IZSVe il Centro Epidemiologico Regionale del Veneto (CREV).

1993

Con il d.lgs 270/1993 di riordino degli Istituti Zooprofilattici, l’IZSVe ridefinisce assetti aziendali, compiti e funzioni. Il decreto recepisce due elementi fondamentali della riforma del Sistema sanitario nazionale, ovvero il forte decentramento delle competenze a favore delle regioni e il processo di aziendalizzazione delle strutture sanitarie pubbliche.

L'IZSVe oggi

1999-2005

Le epidemie di influenza aviaria che interessano il Veneto occidentale, in particolare la provincia di Verona, danno un forte impulso alla ricerca e rilanciano l’IZSVe sullo scenario internazionale, con numerosi riconoscimenti per l’eccellenza raggiunta.

Nel 2005 l’Istituto avvia l’Unità operativa Vettori, dedicata alla ricerca e alla sorveglianza entomologica delle malattie trasmesse da vettori con impatto sulla salute animale e umana, prestando inoltre servizio di supporto alle aziende sanitarie e ai cittadini per l’identificazione e gestione di artropodi infestanti degli ambienti e degli alimenti.

2006

Riorganizzazione dell’IZSVe: con il nuovo assetto interno vengono rilanciate le attività di servizio e di ricerca scientifica, orientate sempre più verso tematiche sanitarie di rilevanza internazionale.

2009

Nuove malattie e tutela della salute pubblica: l’IZSVe lancia la sfida ai grandi temi sanitari della globalizzazione. Con il rafforzamento del rapporto con il territorio (enti istituzionali, categorie produttive, consumatori, ecc.), l’Istituto intende agire da protagonista sullo scenario nazionale e internazionale per garantire un’adeguata tutela della salute pubblica globale e soddisfare i nuovi bisogni provenienti da un territorio in continua evoluzione.

Organizzazione

L’IZSVe è organizzato in tre aree principali:

Le attività delle Strutture complesse dell’area tecnico-sanitaria sono coordinate da Dipartimenti. Qui sotto trovi una rappresentazione grafica dell’organigramma completo (clicca per ingrandire)

L’organigramma completo e ufficiale dell’IZSVe è pubblicato nel Regolamento per l’ordinamento interno dei servizi dell’Istituto e le relative dotazioni organiche (PDF).

Organigramma IZSVe Zooprofilattico Venezie

Relazione tecnica

La Relazione tecnica è un strumento informativo e di valutazione delle attività prodotte e dei servizi erogati dall’IZSVe per rispondere alle esigenze e alle priorità di intervento a tutela della sanità animale e della salute pubblica. Il documento, pubblicato annualmente, dettaglia l’attività analitica eseguita dai laboratori centrali e periferici dell’Istituto e ne raccoglie la produzione scientifica (pubblicazioni e poster) nell’anno di riferimento. Completano la relazione il profilo organizzativo dell’IZSVe e la descrizione delle attività istituzionali.

Relazione tecnica 2017

Il 2017 è stato caratterizzato da una grave epidemia di influenza aviaria sostenuta da un virus A, sottotipo H5N8 ad alta patogenicità (HPAI) che ha coinvolto gran parte dell’Europa. A livello nazionale il territorio maggiormente colpito è stato il nord dell’Italia, dove è più rilevante la concentrazione di allevamenti avicoli industriali. In totale sono stati confermati 83 focolai di infezione in allevamenti domestici e 13 in uccelli selvatici (sia stanziali sia migratori).

Per quanto riguarda le malattie da vettori, sono stati confermati 14 casi di Blue tongue (BTV8) in allevamenti di bovini in Regione Friuli Venezia Giulia (province di Gorizia, Pordenone e Udine) e 11 in Regione Veneto (province di Belluno, Verona, Padova e Treviso). L’altra malattia a trasmissione vettoriale che negli ultimi dieci anni ha interessato il nord est italiano, è la West Nile Disease (WND). Al 31 ottobre, sono risultati positivi per WND (Lineage 2), 22 pool di Culex pipiens catturati in 14 siti e sono state identificate positività sierologiche in 61 equidi appartenenti a 30 aziende delle province di Padova, Rovigo, Verona e Venezia.

Per quanto riguarda la produzione analitica dell’IZSVe, nel 2017 sono stati eseguiti complessivamente 1.652.642 esami di laboratorio, con una riduzione (-10.6%) rispetto al 2016. In particolare, appare evidente il trend in diminuzione degli esami svolti nell’ambito dei piani di sorveglianza ed eradicazione delle malattie infettive soggette a piano (-20.2%). La citata contrazione del numero di esami è sempre correlata agli standard sanitari delle popolazioni animali del Triveneto che ha comportato una riduzione dell’intensità dei piani di sorveglianza attiva nei confronti di patologie quali IBR (-38%), Blue tongue (-83%), brucellosi (-18%), leucosi bovina enzootica (-33%), paratubercolosi (-26%) e trichinellosi (-17%), mentre, a seguito dell’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità, è aumentato di circa sei volte (da 4.800 a 26.000 test) il numero di PCR effettuate per la diagnosi di questa malattia. Complessivamente il settore della sicurezza alimentare rappresenta il 14% dell’attività analitica e nel 2017 ha registrato un +0.6% rispetto al 2016, consolidando l’incremento di attività realizzato negli ultimi anni.

L’attività dell’IZSVe non può però essere quantificata in modo esaustivo solo considerando il numero di esami di laboratorio effettuati per anno. Infatti, molte attività strategiche dell’Ente, quali gli studi e le indagini epidemiologiche, l’analisi del rischio, il supporto tecnico-scientifico alle Autorità sanitarie a livello internazionale, nazionale e territoriale, l’attività di ricerca e la produzione scientifica, le azioni avviate per la tutela del benessere animale, la formazione, la comunicazione e gli interventi assistiti con gli animali (IAA) non rientrano in questo schema di quantificazione.

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Archivio delle relazioni tecniche


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