Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Ente sanitario di prevenzione, ricerca e servizi per la salute animale e la sicurezza alimentare
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Ricerca sociale: progetti

I progetti di ricerca sociale realizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per promuovere la salute pubblica negli ambiti della salute animale e della sicurezza alimentare.

Progetti in corsoProgetti conclusi

Progetti in corso

Studio della percezione del rischio che il consumatore associa al benessere animale negli allevamenti intensivi e sviluppo di strategie comunicative efficaci (RC IZSVE 14/17)

percezione del benessere animaleNegli ultimi anni l’attenzione dell’opinione pubblica verso il benessere degli animali e le modalità di allevamento è notevolmente aumentata, favorendo lo sviluppo di nuovi comportamenti dei consumatori durante l’acquisto e la scelta dei prodotti alimentari. Si osserva tuttavia che alcune convinzioni del consumatore sulle modalità di allevamento si traducono spesso in percezioni distorte sui rischi correlati al consumo di alimenti di origine animale. Ciò può derivare sia da una limitata conoscenza dell’organizzazione delle filiere produttive e del sistema dei controlli ufficiali sul benessere animale, sia dal ruolo dei mezzi di comunicazione di massa come possibile stazione di amplificazione del rischio.

Attraverso l’applicazione di tecniche di ricerca sociale sia quantitative che qualitative questo progetto vuole studiate le percezioni e le conoscenze del consumatore nell’ottica di colmare attraverso interventi formativi-informativi gli eventuali gap conoscitivi. Grazie ad un approccio multidisciplinare il progetto si prefigge di fornire ai consumatori corrette informazioni sulle modalità di allevamento degli animali da reddito, mettendo in risalto le buone pratiche relative al benessere animale in allevamento, il ruolo degli enti pubblici che si occupano dei controlli della filiera e quindi la sicurezza degli alimenti.

Il fenomeno home restaurant in Italia: sperimentazione di un approccio in-formativo per promuovere la consapevolezza del rischio alimentare nelle attività di food sharing (RC IZSVE 09/16)

home restaurantIl fenomeno home restaurant si è diffuso  rapidamente in Italia come nel resto del mondo. Le attività di home restaurant prevedono un servizio di ristorazione gestito da privati all’interno delle loro abitazioni.  I clienti  tramite passaparola ma soprattutto attraverso il web  usufruiscono di un servizio che si fonda sull’idea di accesso condiviso alla produzione o consumo di beni e servizi (cosiddetta sharing economy).

Nell’attesa che una specifica normativa sia adottata a livello nazionale, le attività di home restaurant sollevano questioni importanti sulla tutela della salute pubblica in relazione alla sicurezza e sorveglianza sia dei locali in cui tale attività si svolge sia delle pratiche di gestione e somministrazione di cibi e bevande. È proprio l’ambiente domestico, infatti, il luogo più a rischio per quanto riguarda le tossinfezioni alimentari, seguito da “ristoranti, cafè, pub, bar e hotel” (EFSA, 2015).

Il progetto si propone di conoscere e mappare il fenomeno degli home restaurant a livello nazionale  attraverso  lo studio della percezione del rischio e delle conoscenze sui temi della sicurezza alimentare sia dei gestori di home restaurant iscritti a piattaforme web sia dei consumatori che utilizzano questa nuova forma di consumo collaborativo.  L’obiettivo è quello di promuovere tra i gestori l’adozione di pratiche igieniche responsabili nella gestione del cibo in ambito domestico e strategie per ridurre il rischio microbiologico.

Sviluppo di una strategia formativa finalizzata ad aumentare la consapevolezza di veterinari e allevatori sull’impiego corretto degli antibiotici in allevamento (RC IZSVe 07/15)

antibioticiLa resistenza agli antimicrobici (AMR) è la capacità di un microorganismo di resistere all’azione di un antibiotico compromettendo l’efficacia del trattamento di malattie infettive negli uomini e negli animali. L’uso improprio di antibiotici è considerato tra i principali responsabili dell’emergenza legata alla creazione di microorganismi resistenti, i quali rappresentano un serio rischio per la salute delle persone. L’Unione Europea ha stimato una spesa pari a un milione e mezzo di euro per problemi legati all’AMR e il decesso di 25,000 pazienti ogni anno . Nel 2008, il Consiglio Europeo ha invitato gli Stati Membri a rafforzare i sistemi di sorveglianza e a migliorare la qualità dei dati sulla resistenza agli antimicrobici e sul consumo di agenti antimicrobici sia in ambito umano che veterinario.

Risulta cruciale per lo sviluppo di un sistema di sorveglianza, in linea con le normative di recepimento europeo a livello nazionale, studiare in che modo i veterinari e gli allevatori si pongono rispetto alla problematica dell’AMR. L’obiettivo del progetto è duplice:

  • indagare i bisogni informativi, le opinioni e la percezione dei rischi legati all’AMR di veterinari (sia pubblici che privati);
  • sperimentare e validare un modello formativo efficace in grado di promuovere tra i veterinari e gli allevatori un corretto uso dei farmaci in allevamento.

Lo studio dei bisogni conoscitivi e della percezione rispettivamente dei veterinari sarà effettuato tramite tecniche di ricerca sociale sia qualitative che quantitative mentre l’attività di formazione sarà sviluppata con l’obiettivo di rispondere ai bisogni di formazione dei profili professionali coinvolti nel progetto e colmare i gap di conoscenza individuati attraverso lo studio preliminare dei fabbisogni formativi.

Sviluppo di un modello multi-strategia per la creazione e diffusione di informazioni sui rischi microbiologici negli alimenti per le donne in gravidanza (RC IZSVE 02/15)

sicurezza alimentare in gravidanzaLe donne in gravidanza sono uno dei gruppi a più alto rischio di contrarre malattie di origine alimentare. Agenti patogeni quali Toxoplasma gondii, Listeria monocytogenes e Salmonella possono causare malattie gravi nella madre e trasmettersi al feto. Dal momento che alcuni alimenti hanno una maggiore probabilità di essere contaminati da tali microrganismi, è opportuno sensibilizzare le donne in gravidanza ad adottare corrette pratiche di manipolazione, preparazione e consumo.

Partendo dall’analisi dei fabbisogni informativi di questo target, sarà adottato un modello multi-strategia che combina tecniche di ricerca sociale, metodologie per l’apprendimento e strategie di comunicazione del rischio per definire contenuti informativi efficaci. Una campagna di comunicazione sarà poi realizzata su scala locale e nazionale per aumentare nel target la consapevolezza circa i rischi di malattie di origine alimentare e proteggere così le donne e i loro bambini.

Materiali prodotti

  • Alimenti & Gravidanza (sito web): vai al sito
  • Alimenti & Gravidanza (brochure): scarica

Sicurezza alimentare nel web 2.0: creazione di un blog istituzionale come strumento per un’efficace comunicazione del rischio (RC IZSVE 04/14)

blog sicurezza alimentareNegli ultimi anni è cresciuto online lo spazio dedicato all’argomentazione e alla diffusione delle pratiche alimentari, diventando il web un importante luogo di creazione di rappresentazioni legate al cibo e di circolazione di conoscenze sul rischio alimentare.

Il progetto di ricerca utilizza il monitoraggio del web (web listening) per esplorare quali argomenti, conoscenze e pratiche sul rischio alimentare siano maggiormente discusse e condivise online dai consumatori.

I dati raccolti saranno d’aiuto per la progettazione di attività di comunicazione evidence-based e la realizzazione di un blog istituzionale, finalizzato alla trasmissione di conoscenze e alla creazione di consapevolezza verso il rischio alimentare nel suo complesso (rischio biologico, chimico e nutrizionale).

Materiali prodotti

2008-2013

Analisi dell'impatto di un intervento formativo community centered finalizzato alla diffusione nel web di corrette pratiche di preparazione dei cibi in ambito domestico (RC IZSVE 05/13)

elearning communityIl progetto ha l’obiettivo di promuovere la circolazione di informazioni utili e corrette sulla sicurezza alimentare ai consumatori che utilizzano il web. In tal senso svolgono un ruolo chiave i food blogger, in quanto sono figure in grado di veicolare informazioni pratiche sulla conservazione, manipolazione e cottura degli alimenti e sono in grado di raggiungere i network degli utilizzatori della rete in maniera rapida e capillare.

Il progetto si contraddistingue per l’intento innovativo di coinvolgere i food blogger in un percorso formativo partecipativo mirato a trasmettere conoscenze ai loro pari e ai followers della rete. Ad oggi non sono ancora presenti, in Italia, strategie di comunicazione del rischio alimentare orientate a coinvolgere questo specifico target. Il progetto si avvale di un disegno di ricerca misto che riunisce tecniche della ricerca sociale, della comunicazione del rischio e della formazione online.

Per approfondire: Allearsi con i food blogger per comunicare i rischi alimentari: il progetto «Sale, pepe e sicurezza»

Materiali prodotti

Pubblicazioni

Analisi delle pratiche di monitoraggio, prevenzione e controllo dell’influenza aviaria negli allevamenti avicoli industriali del Veneto. Uno studio pilota (RC IZSVe 18/13)

allevamenti tacchiniNegli ultimi vent’anni si sono manifestate numerose epidemie di influenza aviaria (IA), soprattutto nelle aree ad alta densità avicola quali il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna. La presenza ripetuta dei virus di IA negli stessi distretti produttivi ha indotto le regioni a maggior vocazione avicola a studiare strategie d’intervento per definire misure di controllo, allo scopo di ridurre il rischio di introduzione e diffusione del virus in tali zone. Tra queste, le misure di biosicurezza, sia a livello di allevamento sia di territorio, rappresentano uno strumento indispensabile di prevenzione dalla introduzione e diffusione delle infezioni. Misure che per essere efficaci devono essere applicate non solo in situazioni di emergenza. E’ per questo motivo che è importante una collaborazione costante da parte degli allevatori.

Lo studio ha avuto come obiettivo quello di indagare le ragioni dei limiti nell’applicazione della normativa, nella prevenzione e nel controllo dell’IA nell’allevamento avicolo industriale, focalizzando l’attenzione sugli allevamenti di tacchini. E’ stato dunque fondamentale integrare le conoscenze epidemiologiche e le tecniche di ricerca sociale per raccogliere informazioni sulla percezione dell’efficacia delle misure di biosicurezza e le motivazioni che spingono gli allevatori a porre meno attenzione a questi aspetti nei periodi interepidemici.  I fattori associati al comportamento umano, che sono raramente considerati negli studi epidemiologici, possono invece avere un ruolo importante nell’influenzare direttamente la trasmissione dell’infezione ed essere rilevanti nella prevenzione e nel controllo della malattia.

I risultati del progetto hanno permesso di porre le basi per lo studio di strategie volte a migliorare l’efficacia del monitoraggio, della prevenzione e del controllo dell’IA in allevamento e per identificare possibili interventi di comunicazione e formazione da rivolgere agli allevatori sul territorio.

Per approfondire: Influenza aviaria: il contributo dell’epidemiologia sociale alla biosicurezza negli allevamenti di tacchini

Scenario workshop e approccio mixed methods: sperimentazione di due metodologie innovative per la costruzione di strumenti web based finalizzati alla comunicazione del rischio chimico correlato al consumo di alimenti (RC MinSal 03/12)

Scenario workshopFavorire l’adozione di pratiche alimentari e stili di vita corretti è fondamentale per sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti del rischio e aumentare la capacità di gestione dello stesso diventando dei consumatori attenti e consapevoli. L’ obiettivo principale della presente ricerca è la valutazione di uno strumento comunicativo web based, orientato alla comunicazione del rischio chimico negli alimenti rivolto a coinvolgere direttamente i consumatori di età compresa tra i 16 e 18 anni. Il target e i contenuti della ricerca proposta sono in continuità con la RC 17/09 “Comunicazione del rischio chimico correlato al consumo di alimenti: comparazione dell’efficacia tra strumenti di comunicazione web-based e tradizionali”.

Il principale elemento innovativo del progetto consiste nella sperimentazione di una metodologia di ricerca sociale che, mettendo in relazione i ragazzi con gli esperti, riconosce i primi come protagonisti nell’identificazione del rischio alimentare e capaci di ideare e realizzare una comunicazione adatta ai loro pari.

Le tecniche di indagine sono state selezionate tenendo in considerazione gli obiettivi e  il messaggio da veicolare. Nella prima parte della ricerca sarà sperimentato il processo partecipativo tramite la metodologia dello Scenario workshop mentre nella seconda, ci sarà la valutazione dello strumento di comunicazione tramite una metodologia mixed methods per raggiungere una comprensione della qualità dell’ambiente web based implementata.

Materiali prodotti

  • Il rischio chimico nel piatto (sito web): vai al sito

Pubblicazioni

  • Mascarello G., Pinto A., Garavaglia A., Crovato S., Ravarotto L. (2016). Adolescents engagement in food risk communication: implementation and evaluation of an online tool. SRA Europe Conference 2016, Bath, United Kingdom, 20-22 giugno.
  • Mantovani C., Bonaldo S. (2015). Rischio chimico. Un sito per informare i giovani consumatori. Alimenti & Bevande. Anno XVIII, 3, aprile 2016

Applicazione del Nominal Group Technique (NGT) per la costruzione di una comunicazione del rischio destinata agli Enti sanitari istituzionali competenti in materia di sicurezza alimentare. Il caso dei rischi legati al consumo di molluschi bivalvi (RC IZSVe 02/11)

molluschi bivalviI molluschi bivalvi sono tra i prodotti ittici maggiormente acquistati dai consumatori italiani. Tuttavia, dal punto di vista sanitario i molluschi bivalvi possono essere considerati alimenti rischiosi in quanto, essendo organismi filtratori, fungono da bioaccomulatori di patogeni e sostanze tossiche. Inoltre, le modalità di consumo e di preparazione fanno sì che questo alimento possa essere una fonte di rischio. Per non alterarne le caratteristiche organolettiche, infatti, i molluschi vengono generalmente somministrati crudi o poco cotti esponendo il consumatore, oltre che a rischi di natura chimica (metalli pesanti, sostanze tossiche, biotossine algali) a molti rischi di natura virale (virus dell’epatite A, Norwalk virus e Norwalk like virus), batterica(Salmonella spp, Shigella spp., E. coli, Campylobacter spp, Vibrio spp. e Aeromonas spp.) e parassitaria.

Nell’ottica dunque di promuovere la diffusione di conoscenze esaustive ed efficaci sui rischi legati al consumo dei molluschi, il progetto assume una duplice valenza. Da un lato, mira a mettere a disposizione dei consumatori informazioni corrette ed esaustive su questo alimento, attraverso la diffusione di linee guida condivise e validate dai principali stakeholder della filiera ittica; dall’altro il progetto ha l’obiettivo di promuovere un modello di analisi e comunicazione del rischio innovativo ed efficace da proporre agli enti che operano nella sanità pubblica e in particolare nel settore della sicurezza alimentare.

Attraverso l’applicazione di strumenti e metodologie di analisi sociale, come il Delphi e la Nominal Group Technique, sarà possibile selezionare informazioni mirate, in grado di agevolare e promuovere la comunicazione del rischio indirizzata ai consumatori, attraverso gli Enti competenti quali i Dipartimenti di prevenzione afferenti al Sistema sanitario nazionale.

Per approfondire: Comunicazione del rischio. Un progetto partecipato per formulare le linee guida per un consumo sicuro dei molluschi bivalvi

Materiali prodotti

  • Linee guida – Molluschi bivalvi: per un consumo senza rischi: visualizza
  • Video – Molluschi bivalvi: per un consumo senza rischi: visualizza
  • Report – Comunicazione del rischio. Un progetto partecipato per formulare le linee guida per un consumo sicuro dei molluschi bivalvi: visualizza

Pubblicazioni

Efficacia della consensus conference realizzata con studenti universitari quale mezzo di comunicazione del rischio microbiologico correlato al consumo di alimenti carnei (RC IZSVe 08/10)

Alimenti di carneI pericoli di origine microbiologica rappresentano oggi la principale causa di tossinfezione in ambito europeo. Nella gestione e nel controllo del rischio microbiologico le persone possono giocare un ruolo cruciale, in quanto pratiche scorrette di conservazione e preparazione domestica degli alimenti favoriscono la contaminazione batterica dei cibi, con il conseguente rischio di esposizione a tossinfezioni.

La ricerca in ambito microbiologico si è recentemente specializzata nell’individuare tecniche per definire precise modalità di trattamento degli alimenti, riproducibili all’interno delle cucine domestiche e atte a diventare patrimonio e pratica del consumatore.

A partire da queste premesse il progetto di ricerca ha un duplice obiettivo: da un lato mettere a punto una comunicazione diretta e partecipativa, con l’utilizzo della metodologia della consensus conference, rivolta alla diffusione, tra i giovani, di conoscenza sul rischio microbiologico correlato al consumo di alimenti carnei (come a esempio hamburger e salsicce). Dall’altro, valutare l’efficacia delcoinvolgimento attivo dei giovani attraverso la rilevazione e l’analisi di eventuali mutamenti nei comportamenti e nelle abitudini alimentari delle persone coinvolte nel processo di partecipazione. La trasmissione di indicazioni e informazioni sulla conservazione e cottura dei cibi in ambito domestico è supportata dal punto di vista scientifico dal laboratorio di “cucina sperimentale” IZSVe.

Il progetto coinvolge studenti universitari di età compresa tra 19-21 anni. Ad oggi sono sempre di più gli studenti che per motivi di studio si trasferiscono in altre città e vivono da soli o con altri studenti, diventando consumatori che compiono scelte autonome nell’acquisto e gestione degli alimenti. La diffusione di conoscenze corrette sulle pratiche alimentari è dunque una strategia importante per lo sviluppo di una maggiore capacità dei giovani di comprendere adeguatamente le informazioni sul rischio, riducendo così la possibilità di adottare eventuali comportamenti sbagliati in cucina.

Materiali prodotti

  • Linee guida – Il rischio microbiologico nella carne: visualizza
  • Video – Il rischio microbiologico nella carne: consensus conference: visualizza

Pubblicazioni

  • Ravarotto L., Crovato S., Mantovani C, D’Este F., Pinto A., Mascarello G.(2015). Reducing microbiological risk in the kitchen: piloting consensus conference methodology as a communication strategy, Journal of Risk Research, DOI: 10.1080/13669877.2015.1017828
  • Mascarello G., Pinto A., Bonaldo S., Mantovani C., Crovato S., Ravarotto L. (2014). Sperimentazione della consensus conference quale metodologia partecipativa per comunicare efficacemente ai giovani il rischio microbiologico alimentare. Poster. II Convegno dell’Associazione Alessandro Liberati/Network Italiano Cochrane “Gli amori difficili. Ricerca e comunicazione possono andare d’accordo?” IRCCS – Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Milano, 23 maggio.
  • Crovato S., Mantovani C., Pinto A., D’Este F., Mascarello G., Ravarotto L. (2014). Defining guidelines for the management of microbiological risk in food: application of the consensus conference methodology. 23rd SRA E- Conference, Istanbul, 16-18 giugno.

Riduzione di allarmismi ingiustificati da parte dei consumatori attraverso la mappatura, il monitoraggio e il miglioramento della comunicazione del rischio realizzata dai media (RF IZSVE 2009)

Media monitoringLe questioni alimentari sono sempre più oggetto di attenzione da parte di cittadini, legislatori e dei media. A partire dal disastro di Chernobyl, che ha contribuito a mettere in luce l’esistenza del pericolo della contaminazione radioattiva del cibo, numerose situazioni di crisi hanno interessato, negli ultimi anni, il settore agricolo e alimentare. Tali trasformazioni hanno contribuito ad incrementare la percezione del rischio tra i consumatori, facendo emergere nuovi interrogativi e dubbi circa l’integrità dei prodotti alimentari in commercio e dando vita quindi allo sviluppo di numerosi allarmi sociali.

Il progetto di ricerca ha come obiettivo il monitoraggio e l’analisi delle modalità attraverso cui le questioni della sicurezza alimentare e del rischio sono veicolate dai mass media al grande pubblico, al fine di migliorare e mettere a punto comunicazioni in grado di ridurre la diffusione di allarmismi ingiustificati tra i consumatori.
Per analizzare l’argomento sono considerati due aspetti: l’insieme delle rappresentazioni sociali proposte dai media e la percezione pubblica che ne deriva, con l’intento di comprendere i motivi per cui i pareri degli esperti e del pubblico risultano spesso radicalmente differenti.

Il progetto si contraddistingue per l’utilizzo di un approccio integrato alla questione del rischio alimentare.
È prevista la realizzazione di uno strumento di monitoraggio automatico della copertura mediatica dei rischi alimentari, in grado di fornire informazioni in tempo reale sull’arrivo e la diffusione di allarmi sociali ingiustificati sul rischio alimentare. Una piattaforma web e una campagna di comunicazione pilota saranno inoltre realizzate e valutate con l’obiettivo di elaborare delle linee guida per migliorare la comunicazione sui rischi alimentari sia nelle situazioni di emergenza sia durante i periodi normali.
Queste attività sono realizzate a partire da  uno studio preliminare, con un approccio multidisciplinare che ha coinvolto diversi ambiti specialistici (medico, medico-veterinario, microbiologico, chimico, sociologico, dell’informazione e psicosociale).
Le implicazioni cognitive e applicative dello studio, sono supervisionate e discusse da un comitato scientifico internazionale.

Il progetto mira a raccogliere, attraverso i risultati ottenuti, numerosi output al fine di realizzare interventi concreti sul territorio: sarà possibile progettare linee guida e suggerimenti pratici accanto a strategie di comunicazione ad hoc orientate a ridurre le situazioni di criticità derivanti dalla diffusione di allarmismi sociali ingiustificati tra i consumatori.
Gli studi condotti fino ad oggi si sono concentrati prevalentemente sui singoli aspetti del fenomeno, pertanto il progetto può essere inserito tra i primi studi rivolti ad affrontare e analizzare le domande della sicurezza alimentare attraverso un modello integrato di analisi sociale.

Materiali prodotti

Comunicazione del rischio chimico correlato al consumo di alimenti: comparazione dell’efficacia tra strumenti di comunicazione web-based e tradizionali (RC IZSVE 17/09)

Rischio chimico alimentiPer comunicare i rischi alimentari a target diversificati è cruciale disporre di strumenti dinamici ed efficaci. Oggi, accanto ai media tradizionali si sono affermati nuovi canali di comunicazione, basati sulle applicazioni internet. Per le loro potenzialità, occupano già uno spazio di rilievo nelle campagne di promozione della salute. La loro efficacia rispetto ad altri media, tuttavia, non è scontata, soprattutto se il loro impiego non è rigorosamente pianificato e valutato.

Lo studio-intervento ha sperimentato una campagna di comunicazione sul rischio chimico in alimentazione rivolta agli adolescenti. Accanto alla promozione della conoscenza del rischio il progetto ha avuto come obiettivo anche la valutazione, a parità di messaggio, delle potenzialità, dell’efficacia e dei limiti di nuovi strumenti di comunicazione web based a confronto con i media più tradizionali. La ricerca sulla percezione del rischio chimico tra gli adolescenti e l’uso di modelli legati al mondo dell’educazione e della riflessione pedagogica hanno permesso la creazione di un prodotto comunicativo innovativo, basato sulla narrazione e sviluppato attraverso un processo partecipativo.

Materiali prodotti

  • Against chemical risk: il fumetto (pubblicazione): visualizza | scarica
  • Against chemical risk: il digital storytelling (video): visualizza

Pubblicazioni

  • Mascarello G., Crovato S., Pinto A.,Gallina A., Siegrist M., Ravarotto L., (2014). Communicating chemical risk in food to adolescents. A comparison of web and print mediaFood Control, 35, 1, 407-412.
  • Mascarello G., Crovato S., Pinto A., Ravarotto L., (2013). Digital and paper tools for food safety education: exploring adolescents’ preference. Edulearn13 5th annual International Conference on Education and New Learning Technologies, Barcellona (Spagna), 1-3 Luglio 2013.
  • Ravarotto L., Mascarello G., Pinto A., Crovato S., (2012). “Against chemical risk”. La tecnica dello storytelling applicata alla comunicazione del rischio chimico negli alimenti. III Convegno nazionale di ricerca in sanità pubblica veterinaria, Roma (Italia),13 Settembre 2012.
  • Mascarello G., Crovato S., Tiozzo B., Petrucco C., Siegrist M., Ravarotto L. (2012). Chemical risk in food: comparing web- and paper-based communication tools. SRA Europe 21st Annual Conference, Zurigo (Svizzera), 18 – 20 Giugno 2012.
  • Mattiello F., Bolzan M., Ravarotto L. (2012). Assessing perceived food chemical risk by means of an educational project analysed with permutation testsQuaderni di Statistica, Liguori, Vol. 14.
  • Petrucco C., Mascarello G., Ravarotto L. (2012). Using Digital Storytelling to communicate chemical risks in food to high school students. First Global Conference “Storytelling: Global Reflections on Narrative”, Praga (Repubblica Ceca),13-15 Maggio 2012.
  • Ravarotto L., Mascarello G., (2011). Digital Storytelling per l’insegnamento della sicurezza alimentare. International Conference “Metodologie narrative nei processi educativi e formativi: le potenzialità del Digital Storytelling”, Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Padova (Italia), 14 Ottobre 2011.

L’analisi integrata rischio-beneficio come strumento di supporto e valutazione delle strategie di educazione alimentare (RF IZSVE 02/2008)

Rischi del latte crudoll progetto rivolge l’attenzione ai giovani consumatori (16-18 anni), target centrale nei progetti formativi in ambito sanitario: a partire dallo studio delle abitudini alimentari e dalle opinioni dei ragazzi, sono state indagate le conoscenze dei rischi legati al consumo di latte e latte crudo. Il videogioco “Un’intossicazione misteriosa” è stato realizzato per favorire la diffusione di corretti saperi  e buon pratiche sull’argomento.

In Italia, dal 2004, è possibile acquistare latte vaccino crudo, non pastorizzato, attraverso distributori automatici dedicati.  Tale modalità di acquisto ha riscontrato un ampio apprezzamento tra i consumatori non solo a causa dei prezzi del latte crudo, inferiori rispetto a quelli del latte venduto nei supermercati, ma anche in relazione al fatto che i consumatori riconoscono in questo prodotto un alimento genuino e legato al territorio.

Tale fenomeno tuttavia ha fatto emergere una serie di problematiche sanitarie, in particolare a seguito delle segnalazioni di alcuni focolai di Escherichia coli produttore di verocitotossina (VTEC), associati al consumo di latte crudo, e al verificarsi di alcuni gravi casi di sindrome emolitico uremica (SEU), in soggetti a rischio come i bambini.

Al fine di diffondere in maniera efficace le informazioni su questo argomento, è stato realizzato il videogame, basato sul genere avventura grafica. Il videogame è stato testato e valutato da un campione di studenti del terzo e quarto anno di scuola secondaria di secondo grado nelle province di Roma, Padova, Palermo e Torino.

I dati raccolti attraverso specifiche tecniche di ricerca sociale si sono rivelati informazioni utili per incentivare la comunicazione della scienza e per allargare il coinvolgimento delle Istituzioni  che operano nell’ambito della sicurezza alimentare, nella costante ricerca di modalità comunicative efficaci.

Materiali prodotti

Pubblicazioni

  • Crovato, S., Pinto, A., Giardullo, P., Mascarello, G., Neresini, F., & Ravarotto, L. (2016). Food safety and young consumers: Testing a serious game as a risk communication tool. Food Control, 62, 134-141.
  • Bonaldo S., Ravarotto L. (2014). Giovani e consumo di latte: uno studio di comunicazione del rischio per sviluppare conoscenze. Eurocarni (9):118-119.
  • Crovato S., Ravarotto L., (2013). Latte crudo: il rischio microbiologico legato al suo consumo, in Barbaro MC, Salinetti S., Scavia G. (ed.). Latte e dintorni: rischi e benefici correlati al consumo di latte. Roma: Istituto superiore di Sanità; 2013. (Dispense per la scuola 13/1), pp. 29-36
  • Crovato S., Mascarello G., Pinto A., Ravarotto L., (2013). Testing a serious game for communicating food risk to young consumers: “A mysterious poisoning”. Poster. Edulearn13 5th annual International Conference on Education and New Learning Technologies, Barcellona (Spagna), 1-3 Luglio 2013.
  • Mascarello G., Crovato S., Pinto A., Ravarotto L., (2013). Communicating risks to young consumers. The raw milk experience in Italy. SRA Europe 22th Annual Conference , Trondheim, (Norvegia), 17- 19 Giugno 2013.

Il rischio allergeni nei cibi di origine vegetale e animale (RF IZSTO 02/2008)

Il rischio allergeni nei cibi di origine vegetale e animaleLa ricerca finalizzata, “Sviluppo di metodi nanotecnologici (biosensori) per rilevare allergeni nascosti in alimenti di origine animale e vegetale”, ha realizzato uno studio-intervento per la trasmissione di conoscenze sulla gestione delle allergie alimentari in ambito scolastico. Il progetto ha coinvolto gli insegnanti e i responsabili dell’educazione alla salute di alcune scuole primarie nelle province di Roma, Torino, Palermo, Trento e Genova.

Le allergie alimentari rappresentano un problema sanitario importante nei paesi industrializzati. Alcuni ingredienti, quando utilizzati nella preparazione dei prodotti alimentari, sono all’origine di allergie o intolleranze che possono rappresentare un pericolo per la salute dei consumatori.

Per ottenere un elevato livello di tutela dei consumatori e difendere il loro diritto all’informazione è necessario garantire una comunicazione adeguata sui prodotti alimentari. Risulta inoltre di fondamentale importanza divulgare le conoscenze sui rischi legati all’alimentazione e agli allergeni ad un target come gli insegnanti per favorire una maggiore consapevolezza e comprensione nell’affrontare quotidianamente la problematica nell’ambito scolastico. I bambini rappresentano, infatti, una fascia della popolazione particolarmente sensibile alle allergie.

La prima fase del progetto ha indagato, attraverso la tecnica del focus group, le conoscenze e le percezioni degli insegnanti di scuola primaria e dei responsabili dell’educazione alla salute sui fattori di rischio associati alle allergie alimentari.
Successivamente sono stati realizzati cinque seminari di approfondimento, uno per ogni provincia coinvolta nel progetto, orientati a fornire agli insegnanti indicazioni scientifiche mirate. Obiettivo dei seminari è stato quello di offrire informazioni utili per la conoscenza e la gestione di episodi allergici e di far interagire gli insegnanti con gli esperti (medici, medici veterinari e esperti di comunicazione). I contenuti degli incontri sono stati pianificati sulla base delle specifiche esigenze conoscitive degli insegnanti, emerse durante i focus group.

Inoltre, i seminari sono stati l’occasione per la presentazione di due pièces teatrali sul tema in oggetto, destinate ai bambini frequentanti gli ultimi anni della scuola primaria per aiutarli a familiarizzare con la problematica. Il progetto ha previsto anche una  fase di valutazione per analizzare e confrontare le conoscenze degli insegnanti, prima e dopo la loro partecipazione al seminario.

Il progetto è stato coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, con il contributo del Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute del Ministero della salute.

Pubblicazioni

  • Ravarotto L., Mascarello G., Pinto A., Schiavo M., Bagni M., Decastelli L. (2014). Food allergies in school: design and evaluation of a teacher-oriented training action. Ital.J.Pediatr. 40(1):100.

2002-2007

Progettazione di una campagna di comunicazione basata sulla percezione del rischio correlato al consumo di alcuni prodotti tipici e tradizionali trentini (RC IZSVe 11/07)

prodotti tipici e tradizionali trentiniI prodotti tipici rivestono un ruolo importante nella società: costituiscono una realtà produttiva interessante e rappresentano un fenomeno sociale significativo, in quanto il consumatore li identifica come produzione di qualità e li associa al valore della naturalità e al legame con il territorio di appartenenza. Tuttavia, gli esperti stimano che questi prodotti, proprio come altri, possono essere fonte di rischio e di problemi igienico-sanitari poco conosciuti dai consumatori o considerati poco rilevanti e rischiosi rispetto al gusto e al piacere di consumare il prodotto tipico.

Su queste basi, il progetto di ricerca ha indagato la percezione di rischio correlato al consumo di questi prodotti in una popolazione immediatamente interessata al loro consumo, quella trentina, con la prospettiva di allargare l’indagine su una territorialità più ampia e prendendo in considerazione altri prodotti regionali.

Pubblicazioni

  • Visintin E. P., Crovato S., Falvo R., Canova, L. Ravarotto, L., Capozza D., (2012). Consuming traditional food products of one’s province: A test of planned behavior theory. TPM – Testing, Psychometrics, Methodology in Applied Psychology, Marzo 2012.
  • Doremi D., Contalbrigo L., Mascarello G., Ravarotto L. (2011). Comunicazione del rischio e consumo consapevole – Sperimentazione applicata ai prodotti tipici trentini. Ingegneria Alimentare. Le carni, 8, 37, 64-67.

Indagine sulla percezione del rischio alimentare nella popolazione residente del Triveneto: convinzioni e comportamenti alimentari a confronto (RC IZSVe 04/06)

percezione del rischio alimentare nella popolazionePer progettare efficaci campagne di comunicazione sulla sicurezza alimentare è importante studiare e comprendere le dimensioni e i fattori che concorrono a formare le percezioni dei consumatori rispetto al rischio alimentare.

A partire dai risultati dalle precedenti ricerche condotte in Veneto, il presente studio ha analizzato gli orientamenti e i comportamenti dei cittadini del Triveneto per evidenziare analogie e differenze tra consumatori di regioni diverse nel rapporto con i rischi alimentari. La ricerca ha permesso altresì di identificare elementi utili a pianificare efficaci interventi di comunicazione per ridurre i rischi alimentari, da realizzare ed estendere anche a livello nazionale.

Pubblicazioni

  • Tiozzo B., Mari S., Ruzza M., Crovato S. & Ravarotto L. (2017). Food risk perceptions and mitigation strategies of consumers’ living in Northeast Italy: Challenges for risk communication. SRA Europe Conference 2017, Lisbon, Portugal, 19-21 giugno
  • Tiozzo B., Mari S., Ruzza M., Crovato S. & Ravarotto L. (2016). Consumers’ perceptions of food risks: A snapshot of the Italian Triveneto area. Appetite, 111, 105-115.
  • Crovato S., Tiozzo B., Ravarotto L., (2011), Cibo e cittadini. La percezione del rischio alimentare nel Triveneto, Ambiente risorse salute, n° 30, 137-140, Dicembre 2011.
  • Arzenton V., Tiozzo B., Mari S., Magaudda P., Lucchino A., Ravarotto L. (2009), Sicurezza alimentare: percezioni e comportamenti a confronto per un’efficace comunicazione del rischio (Triveneto, 2008), Istisan Congressi, 2009, 09/C13, 11, Torino.

Sicurezza alimentare: la valutazione di una campagna di comunicazione sui rischi alimentari (RC IZSVE 08/04)

Sicurezza alimentare: la valutazione di una campagna di comunicazione sui rischi alimentariSicurezza alimentare e prevenzione del rischio salmonellosi. Partendo dallo studio delle conoscenze e dei comportamenti dei consumatori nei confronti della salmonellosi, è stata realizzata una campagna di comunicazione, destinata alle famiglie residenti in alcuni comuni del Veneto, per promuovere l’adozione di pratiche domestiche corrette nella preparazione degli alimenti e prevenire così il rischio salmonellosi.

Il progetto si distingue per aver progettato la campagna di comunicazione seguendo tre fasi distinte e basilari: lo studio del target, la realizzazione della campagna e la sua valutazione per rilevarne l’efficacia e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi.

Materiali prodotti

Pubblicazioni 

  • Trifiletti E., Crovato S., Capozza D., Visintin E. P., Ravarotto L. (2012). Evaluating the Effects of a Message on Attitude and Intention To Eat Raw Meat: Salmonellosis Prevention, Journal of Food Protection, 17 (2), 394–399.
  • Mari S., Tiozzo B., Capozza D., Ravarotto L. (2011). Are you cooking your meat enough? The efficacy of the Theory of Planned Behavior in predicting a best practice to prevent salmonellosis, Food Research International, 45, 1175–1183.
  • Tiozzo B., Mari S., Magaudda P., Arzenton, V., Capozza, D., Neresini, F., Ravarotto, L. (2011). Development and evaluation of a risk-communication campaign on salmonellosis, Food Control, 22, 109-117.
  • Tiozzo B., Mari S., Magaudda P., Arzenton, V., Capozza, D., Neresini, F., Ravarotto, L. (2010). Realizzazione e valutazione di una campagna di comunicazione sul rischio salmonellosi, poster, II convegno nazionale “Percorsi di ricerca in sanità pubblica veterinaria: dalle realtà territoriali a un’Europa senza confini”, Roma, 24 Novembre 2010.
  • Tiozzo B., Mari S., Magaudda P., Arzenton V., Mantovani C., Capozza D., Neresini F., Ravarotto L. (2009). Producing en effective health communication campaign to prevent salmonellosis infection, presentazione orale, Annual SRA – European Meeting, Karlstad (Svezia), 28 Giugno- 1 Luglio 2009.

Indagine sulla percezione del rischio alimentare nella popolazione Veneta - Piano Sicurezza Alimentare Regione del Veneto 2002-2004

Indagine sulla percezione del rischio alimentare nella popolazione Veneta - Piano Sicurezza Alimentare Regione del Veneto 2002-2004È più rischiosa la carne di pollo o quella di manzo? Dove posso acquistare prodotti sicuri? È meglio la verdura dell’orto oppure quella acquistata al supermercato? Quanto sono pericolosi i residui di antibiotici? Quali enti sono responsabili della sicurezza di quello che mangiamo e quanto sono responsabili della sicurezza di quello che mangiamo? Quanto sono importanti i sistemi di allevamento nella sicurezza degli alimenti? È vero che una volta si mangiavano prodotti più genuini?

A queste e ad altre domande sulla sicurezza e i rischi alimentari risponde questo progetto di ricerca, realizzato nell’ambito del Piano triennale (2002-2004) per la sicurezza alimentare della Regione del Veneto, con l’obiettivo di individuare le diverse soglie di attenzione dei cittadini veneti rispetto al rischio alimentare e di costruire una tipologia in grado di differenziare diversi target in vista di possibili campagne di comunicazione.

Pubblicazioni 

  • Arzenton V., Neresini F., Ravarotto R. (2005). A tavola con sicurezza. La percezione del rischio alimentare in Veneto, Ergon Edizioni, Vicenza.
  • Ravarotto L., Arzenton V., Pulici L., Vio P., Neresini F. (2005). Perception of food related risks in Veneto region (Italy): impact of animal welfare. Poster, Atti Conferenza Internazionale “Food Safety Risk Communication” (EU-RAIN), Gothenburg (Svezia), 19 – 20 Maggio 2005.

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