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I metodi per analizzare la cera d'api pubblicati dall’Associazione COLOSS

I metodi per analizzare la cera d’api pubblicati dall’Associazione COLOSS

Pubblicato il: 9 Aprile 2019 Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2019

È stata pubblicata sulla rivisita Journal of Apicultural Research una panoramica dei metodi analitici per lo studio della cera d’api e dei suoi aspetti chimici, biologici, costruttivi e qualitativi. Alla pubblicazione, che rientra fra le attività dell’Associazione di ricerca COLOSS (Honey bee COlony LOSSes, un gruppo internazionale di ricercatori che studia il fenomeno della perdita di colonie di api), hanno contribuito anche i ricercatori del Laboratorio nazionale di riferimento per la salute delle api dell’Istituto Zooprofialttico Sperimentale delle Venezie delle Venezie.

Cera d'api favo alveare

La cera di Apis mellifera è stata ampiamente studiata negli ultimi cinquant’anni per il suo ruolo multifunzionale e complesso nel funzionamento e nella salute della colonia di api. L’Associazione di ricerca COLOSS ha pubblicato una panoramica dei metodi analitci per lo studio della cera d’api e dei suoi aspetti chimici, biologici, costruttivi e qualitativi.

La cera di Apis mellifera è stata ampiamente studiata negli ultimi cinquant’anni per il suo ruolo multifunzionale e complesso nel funzionamento e nella salute della colonia di api. Non solo è il materiale da costruzione che consente la conservazione degli alimenti e l’allevamento della covata, ma ha anche funzioni di termoregolazione e mediazione nelle comunicazioni chimiche e meccaniche. È inoltre un substrato dove possono essere presenti agenti patogeni, tossine e residui.

Nell’articolo pubblicato dall’Associazione COLOSS sono descritti nel dettaglio i metodi per studiare le scaglie di cera, la costruzione del favo e il modello di crescita, le proprietà delle celle, la composizione chimica della cera d’api utilizzando diversi strumenti analitici, nonché le procedure analitiche per determinare l’origine della cera d’api e i composti derivati dalla cera stessa basati sul rapporto isotopico dell’idrogeno (IRMS).

Insieme all’analisi fisico-chimica classica e sensoriale, sono descritti metodi più precisi ed accurati per il rilevamento di adulteranti nella cera d’api (GC-MS e FTIR-ATR). Inoltre sono presentati i metodi per studiare l’influenza dell’adulterazione della cera d’api (fogli cerei) sulla costruzione del favo. Vengono anche descritti protocolli analitici per la determinazione dei residui di pesticidi utilizzando diverse tecniche cromatografiche e spettroscopiche. Poiché la cera d’api è una matrice ad alto rischio per la trasmissione di malattie delle api, sono illustrati anche i metodi per il rilevamento di agenti patogeni nella stessa.

Per garantire la riproducibilità di esperimenti e risultati, sono presentati gli approcci di best practice e protocolli dettagliati per tutti i metodi descritti, nonché i loro vantaggi e svantaggi. La pubblicazione entrerà a far parte del COLOSS BEEBOOK – volume III, il manuale che raccoglie le metodiche analitiche standardizzate per lo studio dei prodotti dell’alveare edito dall’Associazione Coloss.

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