Garantire la salute e la vitalità delle colonie di api è fondamentale per ridurre le perdite degli alveari e sostenere l’apicoltura a livello globale. Tra i fattori chiave per il mantenimento di colonie sane vi è la gestione efficace da parte degli apicoltori, la cui preparazione e l’applicazione delle migliori pratiche possono variare notevolmente. Uno studio internazionale, a cui ha partecipato il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), ha evidenziato l’importanza dei diversi canali informativi per migliorare la formazione degli apicoltori e ridurre le perdite delle colonie.
Per esplorare e approfondire le modalità con cui gli apicoltori acquisiscono conoscenze affidabili, il gruppo COLOSS B-RAP (Bridging Research and Practice), progetto centrale dell’associazione internazionale COLOSS (prevention of honey bee COlony LOSSes), ha realizzato un’indagine mirata a individuare i canali più efficaci per trasferire le più recenti conoscenze scientifiche agli operatori del settore. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Apicultural Research.

Uno studio internazionale del gruppo COLOSS B-RAP, a cui ha partecipato il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’IZSVe, ha evidenziato che le modalità di acquisizione delle conoscenze variano significativamente in base a diverse caratteristiche degli apicoltori. Le riviste di apicoltura sono stata di gran lunga la fonte di informazione preferita (48,5% dei partecipanti), seguite dalle associazione di apicoltura (27,8%) e dai libri di apicoltura (26,1%). Gli apicoltori più anziani ed esperti preferiscono le riviste di apicoltura, quelli più giovani i social media e YouTube.
Attraverso un questionario sviluppato dal gruppo COLOSS B-RAP e diffuso online grazie al supporto del Laboratorio comunicazione dell’IZSVe e dei coordinatori nazionali volontari, sono stati raccolti dati sulle fonti informative maggiormente utilizzate e preferite dagli apicoltori. L’indagine ha coinvolto 71 Paesi e ha registrato 11.351 risposte, provenienti principalmente da Europa, Asia, Nord America e America Latina.
I risultati mostrano che le modalità di acquisizione delle conoscenze variano significativamente in base a diverse caratteristiche degli apicoltori. I fattori più influenti nella scelta delle fonti di informazione sono il continente di appartenenza, l’età, l’esperienza nel settore e il livello di formazione apistica. Per esempio, la categoria “riviste di apicoltura” è stata di gran lunga la fonte di informazione preferita (48,5% dei partecipanti), seguita da “associazione di apicoltura” (27,8%) e “libri di apicoltura” (26,1%). Anche l’età condiziona la scelta: gli apicoltori più anziani ed esperti preferiscono le riviste di apicoltura, quelli più giovani i social media e YouTube.
Lo studio sottolinea pertanto la necessità, per ricercatori e consulenti del settore apistico, di adottare una strategia di comunicazione più ampia e diversificata, capace di raggiungere in modo efficace la maggior parte della comunità apistica e di facilitare l’accesso ai risultati della ricerca scientifica. Questo approccio rappresenta un passo fondamentale per rafforzare la resilienza delle colonie di api, garantire la sostenibilità dell’apicoltura e promuovere una maggiore diffusione delle buone pratiche di gestione.
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