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Lotta alle zoonosi e al traffico illegale di animali da compagnia. Il progetto Biocrime

Lotta alle zoonosi e al traffico illegale di animali da compagnia. Il progetto Biocrime

Pubblicato il: 28 marzo 2018 Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018

Zoonosi e traffico illegale di animali da compagnia. Sono questi i due grandi temi affrontati da Biocrime, progetto di cooperazione trans-frontaliera Italia/Austria finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e Interrreg V-A Italia Austria 2014-2020.

Il traffico illegale di animali da compagnia (principalmente cani e gatti) genera una serie di situazioni in cui le zoonosi, ossia malattie trasmissibili dall’animale all’uomo (per esempio la rabbia), possono amplificarsi. Infatti gli animali importati illegalmente e venduti nel circuito del mercato nero non sono soggetti ad alcun controllo sanitario e il rischio di introduzione e di diffusione di malattie aumenta qualora gli animali provengano da aree infette.

Inoltre, proprio per le sua peculiarità, il traffico illegale di cuccioli è fonte di grande disagio e sofferenza, ne peggiora le condizioni di benessere animale con tassi di mortalità particolarmente elevati.


Il progetto

Obiettivo di Biocrime è ridurre la diffusione delle zoonosi combattendo il traffico illegale di animali da compagnia. In tal senso il progetto si basa su una strategia di azione condivisa tra autorità sanitarie e forze dell’ordine, ossia tra le principali figure impegnate in programmi di prevenzione della salute umana e animale, nonché nella tutela del consumatore e del mercato da possibili frodi derivanti dal commercio clandestino di animali.

Biocrime è un progetto di cooperazione tra Italia e Austria che mira a  ridurre la diffusione delle zoonosi combattendo il traffico illegale di animali da compagnia.

 

Azioni concrete quali la realizzazione di corsi di formazione per pubblici ufficiali, lo sviluppo di protocolli operativi congiunti e di una piattaforma online per la condivisione dei dati, l’attività di sorveglianza epidemiologica degli animali sequestrati e, ancora, il coinvolgimento dei cittadini in attività educative sono alcuni esempi delle attività programmate.

La rete

Biocrime, avviato nel 2017 e giunto ora al suo primo anno di attività, si concluderà a luglio 2019. È coordinato dalla Direzione centrale salute, integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e si avvale della collaborazione di:

Diagnostica virologia

L’IZSVe partecipa a Biocrime avvalendosi dell’attività diagnostica svolta dai laboratori della sede centrale e della sezione territoriale di Udine. I laboratori IZSVe eseguono le analisi sui campioni prelevati dagli animali identificati dalle autorità di frontiera, finalizzati in particolar modo al controllo della rabbia e alla presenza di parassiti o altri patogeni.

Il territorio di riferimento è quello costituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia e il Land della Carinzia (Austria), zone di confine che fungono sia come rotte di transito ma anche come Paesi di destinazione di animali importati illegalmente dall’Est Europa. Punto di forza di Biocrime è proprio l’approccio collaborativo transfrontaliero, che facilita i rapporti e le attività:

  • tra le autorità, per la gestione delle introduzioni illegali di animali e la gestione dei protocolli di sequestro;
  • tra i laboratori diagnostici, per la sorveglianza epidemiologica delle malattie e l’armonizzazione dei protocolli di analisi.


Il ruolo dell’IZSVe

L’IZSVe partecipa a Biocrime avvalendosi dell’attività diagnostica svolta dai laboratori della sede centrale e della sezione territoriale di Udine (SCT4 – Friuli Venezia Giulia). I laboratori IZSVe eseguono le analisi sui campioni (sangue, feci, cute) prelevati dagli animali identificati dalle autorità di frontiera, accertamenti finalizzati in particolar modo al controllo della rabbia e alla presenza di parassiti o altri patogeni.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web del progetto: www.biocrime.org

Visita il sito web di Biocrime »

 

 

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