La maggior parte dei contenuti disponibili in Rete che affrontano la relazione tra alimentazione e salute si focalizza su aspetti nutrizionali, come le proprietà benefiche o meno di specifici nutrienti, l’impatto di particolari diete o abitudini alimentari, e le malattie causate da un consumo eccessivo o comunque non appropriato del cibo. Meno trattati da giornali online, blogger e influencer sono invece i rischi che derivano dalla contaminazione degli alimenti con sostanze chimiche dannose, e ancor meno quelli connessi alla possibile presenza nel cibo di batteri, virus o altri microrganismi patogeni.

Rischi chimici e biologici dell’alimentazione ottengono infatti l’attenzione di chi pubblica online soprattutto quando avvengono episodi di intossicazioni oppure scattano allerte per la circolazione di alimenti contaminati nel mercato, in particolare quando si prestano alla spettacolarizzazione da parte dei news media o diventano oggetto di dibattito e polemiche politiche.

Grafico della classificazione dei contenuti online sui rischi alimentari per tema

Una ricerca svolta dal Laboratorio comunicazione IZSVe ha monitorato e analizzati per un anno i contenuti relativi a temi di sicurezza alimentare che hanno ottenuto maggiori visualizzazioni in Rete. In totale sono stati analizzati 12.163 contenuti, usando sia tecniche automatiche che metodi di classificazione manuale. Lo studio ha evidenziato che la maggior parte dei contenuti disponibili in Rete si focalizza su aspetti nutrizionali, mentre i rischi chimici e biologici vengono affrontati soprattutto in caso di allerte o situazioni particolari che catalizzano l’attenzione dei news media.

È quanto emerge da uno studio condotto dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) con cui sono stati monitorati e analizzati per un anno i contenuti relativi a temi di sicurezza alimentare che hanno ottenuto maggiori visualizzazioni in Rete. I dati, pubblicati dai ricercatori sul Journal of Medical Internet Research, parlano chiaro: su un totale 12.163 contenuti analizzati sia con tecniche automatiche che con metodi di classificazione manuale, ben il 21,6% riguardavano aspetti nutrizionali dell’alimentazione, il 13,7% rischi derivanti da sostanze chimiche tossiche, e soltanto il 6,1% rischi legati alla presenza di microrganismi patogeni.

Il secondo argomento più trattato era rappresentato da allerte per casi di intossicazione o ritiri di prodotti contaminati dal mercato, che costituivano il 17% dei contenuti analizzati. Un ulteriore 12,9% era invece rappresentato da contenuti relativi a “casi mediatici”, ovvero episodi e discussioni relative a problemi sanitari specifici particolarmente amplificati e dibattuti nei media nel periodo considerato, come l’allarme europeo per le uova contaminate dal pesticida fipronil, la gestione dell’emergenza PFAS in Veneto, e il dibattito circa la pericolosità del glifosato e l’opportunità di approvarne l’utilizzo come pesticida all’interno dell’Unione Europea.

A livello di percezione dei rischi alimentari e alfabetizzazione scientifica dell’opinione pubblica, questo panorama rischia di far sottovalutare alle persone che si informano in Rete i rischi connessi alla contaminazioni chimiche e biologiche degli alimenti, e in particolare il ruolo che le persone possono avere nell’originarle durante la gestione quotidiana degli alimenti. Dal trasporto della spesa alla manipolazione di carne, uova e verdure in cucina, fino alla cottura e alla gestione degli avanzi dei pasti, sono infatti diversi i momenti in cui comportamenti scorretti dal punto di vista igienico possono portare a problemi di salute anche gravi.

Per questo il Laboratorio comunicazione IZSVe ha pubblicato di recente www.rischialimentari.it, un portale in cui è possibile consultare in maniera rapida e sintetica le informazioni essenziali da conoscere sui rischi per la salute connessi al consumo di alimenti, con schede per approfondire la conoscenza di batteri, virus e sostanze chimiche pericolose, e indicazioni sulle buone pratiche igieniche da rispettare per cercare di ridurre i rischi che comportano. Il sito web fornisce inoltre una panoramica sul sistema dei controlli che vengono effettuati sugli alimenti, sia da parte delle aziende che li producono che da parte delle autorità sanitarie, descrivendo anche le azioni messe in atto dalle istituzioni durante le allerte alimentari.

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