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Virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità rilevati in Italia nel biennio 2016-2017

Virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità rilevati in Italia nel biennio 2016-2017

Pubblicato il: 21 febbraio 2018 Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018

Nonostante le misure sanitarie e di biosicurezza che vengono adottate i virus dell’influenza aviaria continuano a circolare, generando problemi agli allevamenti e preoccupando le autorità sanitarie. Sono quindi numerosi gli studi che stanno cercando di comprendere un fenomeno che solo in parte si conosce.

Virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità rilevati in Italia nel biennio 2016-2017

Ricercatori IZSVe hanno dimostrato che in Italia nel 2016-2017 si sono verificate molteplici introduzioni indipendenti di virus H5N5 e H5N8 appartenenti al clade 2.3.4.4, gruppo B. La caratterizzazione del genoma completo ha rivelato che questi virus appartenevano a 4 genotipi distinti: in particolare le analisi hanno indicato che i virus H5N5 si sono generati attraverso eventi di riassortimento tra virus HPAI H5N8 dall’Asia e virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI) del lineaggio eurasiatico.

In questo filone di ricerca rientrano le analisi effettuate da ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sui virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) rilevati in Italia nel biennio 2016-2017, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Emerging infectious disease.

Durante questo periodo i virus dell’influenza aviaria H5N8 e H5N5 sono stati identificati in voltatili selvatici e domestici in diverse regioni del Nord Italia. Tutti i casi in allevamenti di pollame si sono verificati in prossimità di zone umide, note come siti di riposo per gli uccelli acquatici migratori. I genomi completi di 10 campioni positivi (4 da volatili selvatici, 6 da domestici) sono stati sequenziati mediante tecniche innovative di Next Generation Sequencing.

Grazie all’analisi filogenetica del gene dell’emoagglutinina è stato dimostrato che in Italia si sono verificate molteplici introduzioni indipendenti di virus H5N5 e H5N8 appartenenti al clade 2.3.4.4, gruppo B. Inoltre la caratterizzazione del genoma completo ha rivelato che questi virus appartenevano a 4 genotipi distinti, originati da molteplici eventi di riassortimento, ovvero di scambio di materiale genetico tra virus. In particolare le analisi hanno indicato che i virus H5N5 si sono generati attraverso eventi di riassortimento tra virus HPAI H5N8 dall’Asia e virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI) del lineaggio eurasiatico.

Lo studio dei ricercatori IZSVe evidenzia l’importanza di generare sequenze complete del genoma virale in modo tempestivo, per monitorare la diffusione virale e definire strategie appropriate di controllo della malattia. Questo, insieme all’intensificazione della sorveglianza negli uccelli selvatici nelle zone di importanza ecologica per i virus dell’influenza aviaria, può migliorare la nostra comprensione delle vie di diffusione del virus e sostenere l’individuazione precoce di virus altamente patogeni per il pollame.

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